Domenica, Settembre 22, 2019

Report Convegno CNP 28-29 Novembre 2014

Convegno del Centro Napolitano di Psicoanalisi su

Il desiderio e il suo oggetto

Napoli 28-29 novembre 2014

Gemma Zontini

Il convegno ha inteso proporre una riflessione sul rapporto, attuale e non solo, del desiderio con il suo oggetto: esiste un desiderio senza oggetto? Esiste un oggetto del godimento? E’ possibile parlare di scomparsa dell’inestinguibilità de desiderio? Il desiderio ha un oggetto specifico o esso rappresenta solo un pattern per l’investimento pulsionale? Esiste un oggetto della pulsione di morte? Che rapporto ha l’investimento oggettuale con l’avidità? In che modo l’oggetto contribuisce alla costruzione del fantasma? Cosa contraddistingue l’oggetto interno e cosa lo distingue dall’oggetto esterno?

L’introduzione alla prima giornata di P. Cotrufo ha proposto una riflessione sul soggetto del desiderio: la condizione di mancanza che motiva il bosogno è vitale. La mancanza che motiva il desiderio, invece, è strutturale e, in tal senso, interroga il soggetto.

F. Cimatti ha, poi, evidenziato come la fine della cura analitica coincida con la deflazione del desiderio: la psicoanalisi, in quanto talking cure, ha come obbiettivo di liberarsi del linguaggio, di accettare il nulla che si è, non di indulgere nel gioco di parole, nell’intersoggettività dialogica.

La relazione di A. Luchetti ha sottolineato il moltiplicarsi, nell’epoca attuale, degli oggetti presuntivamente desiderabili e il rapido reiterarsi delle esperienze di soddisfazione, condizione che sembra proporre allucinazioni preconfezionate, piuttosto che reviviscenze di tracce mnestiche, conducendo ciò direttamente ad un’azione di scarica. Tuttavia, questa saldatura del desiderio e del suo oggetto non potrebbe essa stessa rivelarsi essere l’oggetto del desiderio, una fuga del desiderio nel desiderio stesso, anziché nella sua estinzione?

La seconda giornata si è aperta con l’introduzione di G. Zontini che ha sottolineato il legame tra desiderio e pulsione, legame in cui l’aspetto quantitativo della pulsione è già fornito di un alone qualitativo che prelude al desiderio. La riflessione successiva si è incentrata sull’ipotesi che l’operazione traduttiva dell’eccitamento corporeo in fantasie fondative della capacità desiderante sia legata ad un’operazione di confinamento, operato da una scissione all’opera già primitivamente, di eccitamenti non tradotti come base “attuale” delle operazioni simboliche. Relativamente all’oggetto, il raggiungimento di esso sembra attualmente condizionato più dalla possibilità/impossibilità che dal permesso/interdetto superegoico.

B. Chervet ha evidenziato l’esistenza di una scena primitiva “fuori rappresentazione” che, proprio per questo motivo, sollecita un lavoro di rappresentazione, l’esito del quale è la costituzione dei fantasmi originari che capovolgono la dinamica negativizzante di tale scena in una dinamica implicante l’oggetto. A partire da ciò si installano gli autoerotismi corporei e gli erotismi oggettuali. Sensualità ed erotismo derivano da questo lavoro di après coup. La loro realizzazione è lo scopo della cura analitica.

F. Napolitano, ricostruendo il percorso teorico, clinico e culturale di Freud, ha mostrato come il desiderio nella teoria freudiana abbia contribuito al disimpegno della psicoanalisi da metodo di cura trasformandola in una teoria della mente.

Consultazione

Il Centro Napoletano di Psicoanalisi, attraverso il servizio di consultazione, realizzato dai propri soci su base volontaria e gratuita, si propone di offrire la possibilità di una consulenza psicoanalitica per chi intenda avvicinarsi alla comprensione del proprio disagio psichico.Leggi tutto

Centro Napoletano di Psicoanalisi
Via Chiaia 142, Napoli
P.Iva: 04355431216 C.Fiscale 94128790634